Trump sorprende perché... fa esattamente quello che aveva detto di voler fare
- Elio Litti
- 20 feb
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È stato definito "the quietest of coups" (il più calmo dei colpi di Stato) dall'ex consigliere alla Casa Bianca Ross, un funzionario nominato da Reagan non certo un liberal, sta scandalizzando una parte importante dei suoi stessi elettori, soprattutto donne e latinos, che stanno inondando la rete di video con lacrimosi mea culpa/non sapevamo /non credevamo. Eppure stupisce lo stupore per un presidente eletto democraticamente che esegue alacremente e a menadito quello che diceva di voler fare.
L'amministrazione Trump sta mostrando plasticamente la vittoria delle élites miliardarie USA, lui non rappresenta la politica ma il potere. La politica è cultura, è diplomazia, è dialettica, è compromesso che spesso procede lentamente ma convintamente. Trump non è nulla di tutto ciò: può permettersi di licenziare decine di migliaia di dipendenti pubblici con un click, di cancellare capitoli di spesa per aiuti internazionali alla lotta contro polio e hiv, può paventare l'ipotesi di trasformare il teatro di guerra palestinese, reso tale dalle bombe statunitensi e dalla solerzia dei vassalli israeliani, in una golden riviera. Può permettersi di riscrivere la storia dando a Zelenski del dittatore accusandolo di aver dato inizio alla guerra del 2022, dimenticandosi dell'invasione della Crimea nel 2014 da parte dei russi, e omettendo semmai le responsabilità americane nel riportare l'orologio del mondo in piena guerra fredda.

Inutile andare avanti con altri esempi poiché mentre si scrive, sicuramente il duo Trump-Musk avrà partorito ulteriori editti ancor più destabilizzanti.
Lo stupore delle cancellerie europee dovrà presto trasformarsi in pragmatismo, in riscrittura delle alleanze e in unità di fronte a vecchi alleati che si trasformano in minacce esistenziali del multilateralismo, e in antagonisti politici (Russia) ed economici (Cina) coi quali bisognerà ritrovare canali di dialogo per non essere inghiottiti in un'altra spartizione di un pezzo di Europa, in stile Ribbentrop-Molotov.