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Senza sussulti è trascorsa la prima serata del Festival

Aggiornamento: 17 mar

La prima serata di Sanremo è sembrata un appello di cantanti.


Conti ha ingabbiato Clerici e Scotti e ha ovviamente portato a casa il compitino con professionalità ma senza personalità. Ci sta uno stile di conduzione più asciutto ma è sembrato totalmente freddo e senza ritmo, probabilmente per non dare fastidio a nessuno. Persino un trascinatore come Jovanotti (versione Ferrero rocher) è sembrato fuori posto, molto più frenato rispetto all’entusiasmo al quale ci ha abituati.

Radio Bruno, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Radio Bruno, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

La pace: siamo tutti d’accordo. Chi non lo sarebbe? Forse solo Trump, Putin e qualche altro scoppiato. Ma così no. Non si può relegare la questione israelo-palestinese a una canzone, seppur una canzone iconica, senza menzionare i crimini in atto da parte di Israele. E il Papa, nonostante il messaggio condivisibile, completamente inopportuno.


Forse erano meglio le baracconate di Amadeus…


Le canzoni sono scivolate via senza entusiasmo, sembravano tutte uguali, una carrellata di buoni sentimenti nonostante i cantanti provenissero da generi diversi, ma si sa, il primo ascolto non è mai risolutivo. Standing ovation per Cristicchi in sala, osannato anche sui social. Da tenere d’occhio Lucio Corsi, per la prima volta sul palco.

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