Senza sussulti è trascorsa la prima serata del Festival
- Rita Salomone
- 12 feb
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 17 mar
La prima serata di Sanremo è sembrata un appello di cantanti.
Conti ha ingabbiato Clerici e Scotti e ha ovviamente portato a casa il compitino con professionalità ma senza personalità. Ci sta uno stile di conduzione più asciutto ma è sembrato totalmente freddo e senza ritmo, probabilmente per non dare fastidio a nessuno. Persino un trascinatore come Jovanotti (versione Ferrero rocher) è sembrato fuori posto, molto più frenato rispetto all’entusiasmo al quale ci ha abituati.

La pace: siamo tutti d’accordo. Chi non lo sarebbe? Forse solo Trump, Putin e qualche altro scoppiato. Ma così no. Non si può relegare la questione israelo-palestinese a una canzone, seppur una canzone iconica, senza menzionare i crimini in atto da parte di Israele. E il Papa, nonostante il messaggio condivisibile, completamente inopportuno.
Forse erano meglio le baracconate di Amadeus…
Le canzoni sono scivolate via senza entusiasmo, sembravano tutte uguali, una carrellata di buoni sentimenti nonostante i cantanti provenissero da generi diversi, ma si sa, il primo ascolto non è mai risolutivo. Standing ovation per Cristicchi in sala, osannato anche sui social. Da tenere d’occhio Lucio Corsi, per la prima volta sul palco.