Riarmo Europa
- Cosimo Giorgio Romano
- 13 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Dopo l’incontro di Washington in quel di venerdì, l’America ha deciso di tagliare gradualmente i ponti con la causa ucraina. Prima la sospensione degli aiuti militari, seguiti poi dallo stop alle condivisioni d’informazioni, per poi interrompere la visione delle immagini satellitari con la chiusura degli account su MAXAR. Se Trump ha deciso di dire basta, in maniera un po’ goffa, da bullo di quartiere e non da capo di Stato; l’Europa, diversamente, come poche volte accaduto, dobbiamo almeno dire in maniera coerente, segue una linea opposta. Da giorni il dibattito pubblico è monopolizzato dalle parole della Generalessa in abito blu, la quale, per rispondere al ritiro Usa, farnetica di aumentare la spesa della comunità in armamenti. Non solo la cifra è di ben 800 miliardi, da pagare in comode rate, ma il progetto ha anche un suo titolo che suona un po’ orwelliano. ReArm Europe è la nuova agenda bellicista che la comunità intende sottoscrivere e, anche questa, guerrafondaia, in palese contraddizione rispetto al suo vero spirito, quello fondato sulla pacificazione che animò proprio la sua nascita.

Ma riarmo per cosa? Ma soprattutto riarmo contro chi? I russi sono già a non meno di dodici chilometri dall’Oder? Quando le scelte europee sono influenzate e dettate dallo zio Sam si rivelano disastrose, quando, diversamente, sono autonome, diventano catastrofiche. Sorgi Europa, macché! Riarmati invece contro il nuovo mulino a vento.
In Italia, fortunatamente, il progetto non ha ricevuto il solito coro unidimensionale. Molte sono le vedute. I Cinque stelle sono totalmente contrari come lo sono i deputati di AVS. La vede diversamente il leader di Azione, il quale non solo aderisce al progetto, ma anche a quello che intende istituire un esercito col vessillo dell’unione, farebbe più scena. Sorprende invece, almeno per chi scrive, la riluttanza di Italia Viva. Un po’ scabrosa è la situazione all’interno del PD, perché contraria è la sua segretaria ma molte sono le voci favorevoli come, ad esempio, la vicepresidente del parlamento europeo. Ugualmente accade all’interno della ricca coalizione di governo. Lega fortemente contraria, favorevole invece il segretario privo di coscienza di FI. Cartesio, a guardarlo, abiurerebbe il suo sistema fondato sull’ego cogito, giacché troverebbe difficoltoso partire dal dubbio come fondamento di ogni problematica gnoseologica. Singolare è la posizione della premier, singolare perché comica eh, a cui non garba il nome “rearm”, ma, per renderlo più digeribile al popolo, modificarlo in “defend”. Ma siamo sempre lì, difesa da cosa? E comunque sugli 800 miliardi nulla da dire.
Il progetto di riarmo è totalmente sbagliato per due ragioni fortemente fondate. La prima è legata al modo con cui la comunità finanzierebbe il pacchetto. Il grosso della cifra andrebbe tutto a debito per gli Stati, infischiandosi, ora sì, della ghigliottina dell’insindacabile 3% debito\Pil. Che io ricordi, solo una volta, proprio durante la pandemia, la regola del patto di stabilità e crescita venne deregolamentata. Quante volte non si è potuto fare spesa per sanità e istruzione proprio perché gli alti burocrati, con a capo il nostro Draghi, hanno sempre posto come intoccabile la regola del 3%. Quante volte gli stessi burocrati hanno detto e continuano a dire che gli Stati non possono e non devono fare spesa, pena l’instabilità economica del paese e dell’intera area euro. E ora?
Ma per secondo, per quale motivo occorre correre al riarmo? Quale minaccia incombe in Europa? La Russia? La Russia, come detto, è a Berlino? Siccome è impossibile guardare al futuro, allarmisti del nulla, almeno guardate al passato, e il passato ci dice che mai la Russia ha avuto ambizioni di conquista in Europa, diversamente dall’Inghilterra, la quale ha tentato ben due volte, dalla Germania e anche dall’Italia. Ben tre volte l’Italia ha invaso il suolo russo, la prima durante la guerra di Crimea, la seconda durante la guerra civile russa e la terza durante la Seconda guerra mondiale. I russi mai. Con questo riarmo, dunque, chi dovrebbe preoccuparsi? Noi o loro?
Nei lineamenti di filosofia del Diritto, Hegel afferma che il bisogno di filosofia è cogliere la rosanella presenza, cogliere cioè la sua più intima razionalità. Questa rosa sarà forse l’abisso verso cui l’Europa sta andando? L’abisso che risulterà fatale? Ciò che salva, come afferma Hölderlin, sarà proprio il pericolo di questa caduta? Spero sì, affinché l’Europa dei popoli possa sostituirsi a questa Europa dei mercati.