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Papa Francesco è pronto a consegnarci l’ultima lezione

Sono stati 38 i giorni di ricovero per papa Francesco, avanti ci saranno ancora due mesi destinati alla convalescenza. Il pericolo di vita è scampato, ciò non significa però che si sia rimesso al cento per cento o che sia in perfetta salute. Difficile che possa avvenire quando si hanno 88 anni di età e delle infezioni polmonari ancora in corso. Ma sta meglio. Ed è un bene che sia così. Si augura sempre la guarigione quando si è simpatetici con una persona. I giorni della malattia hanno confermato la vicinanza del mondo credente e non solo al vescovo di Roma. Un dato incoraggiante che andrebbe coltivato ulteriormente.

 

Questo è un momento storico cruciale: la guerra in Ucraina potrebbe risolversi in un nuovo scenario dove non saranno più le armi a parlare. Un’occasione cruciale che merita di essere accompagnata dall’impegno di chi, oltre a predicare pace, ha posto sin da subito la necessità che sia arrivi a una «pace giusta». Nei giorni dell’ingresso dei carri armati russi nel territorio dell’ex nazione sorella, abbiamo visto comparire il papa in sedia e rotelle, un’immagine a cui ci siamo pian piano abituati. Nonostante l’infermità, la sua voce è stata comunque ferma e controcorrente.

 

Lo abbiamo visto lasciare il policlinico Gemelli, però, da afono. La convinzione è tuttavia che Francesco saprà farsi sentire ugualmente. Lo speciale governo pontificio, che è strettamente connesso alla missione di insegnare, si può realizzare paradossalmente anche con poche parole, con l’esempio. Si può governare con il corpo, attraverso la speciale e irrevocabile debolezza imposta dal tempo che avanza. È l’anzianità.

 

A differenza di tutti gli altri capi di stato, i papi si devono mostrare per quello che sono: uomini che, come qualsiasi altro uomo, sono destinati a diventare sempre più deboli e incapaci di disporre liberamente della propria persona fisica, obbligati all’aiuto degli altri anche per i gesti più semplici. Una realtà che merita di essere resa visibile, mostrata a tutti e meditata.

 

Sono rimasti soltanto i pontefici a mostrarci pubblicamente questo aspetto della dimensione umana. Con il loro esempio, sono loro a indicarci l’ultimo tratto di strada da compiere, mentre tutte le altre istituzioni fanno a gara per evitare che al proprio vertice ci sia un essere umano imprigionato nelle caverne della propria carne.

 

Bergoglio, come era già avvenuto con Giovanni Paolo II, si sta apprestando a consegnarci il suo ultimo insegnamento, il più autentico. Il tempo aggiuntivo che gli è stato concesso sarà certamente un tempo destinato a spargere saggezza. Saggezza suscitata dallo Spirito.

BogdanSolomenco, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
BogdanSolomenco, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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