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Le proteste globali contro l'avanzata autoritaria

Aggiornamento: 17 mar

Negli ultimi tempi, persone in tutto il mondo sono scese in piazza in difesa dei valori democratici, opponendosi con forza alle misure autoritarie adottate dalle destre illiberali. Dall'Europa agli Stati Uniti, fino al Medio Oriente, queste proteste riflettono una crescente preoccupazione globale per la salvaguardia dell'integrità democratica e dei diritti umani, sempre più minacciati.

 

In Georgia, negli ultimi mesi, si è assistito a un'ondata di proteste filoeuropee. Le manifestazioni sono esplose dopo l'annuncio del governo di sospendere i colloqui di adesione all'UE fino al 2028, decisione vista come un allontanamento dal progresso democratico. A Tbilisi e in altre città, i manifestanti hanno chiesto a gran voce la ripresa del processo di integrazione europea. La risposta del governo è stata dura: centinaia di manifestanti sono stati identificati e arrestati, e oltre 300 di loro hanno denunciato maltrattamenti durante la detenzione.

 

In Germania, nei primi giorni di febbraio 2025, circa 160.000 persone si sono radunate a Berlino per opporsi alla cooperazione tra il leader dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU), Friedrich Merz, e l'estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD) sulle riforme dell'immigrazione. Molti hanno visto questa alleanza come una violazione del consenso post-Seconda guerra mondiale, che escludeva le ideologie di estrema destra dalla governance. I manifestanti hanno ribadito il loro impegno nella difesa dei principi democratici, rifiutando la normalizzazione della politica estremista nel paese. L'"ombra nera" che si allunga sull'Europa diventa sempre più una minaccia concreta, ma la resistenza tedesca rappresenta un esempio per i cittadini dei paesi democratici minacciati dagli spettri del passato.

 Leonhard Lenz, CC0, via Wikimedia Commons
 Leonhard Lenz, CC0, via Wikimedia Commons

Anche negli Stati Uniti sono esplose proteste contro l'agenda illiberale del presidente Donald Trump, in particolare contro il controverso "2025 Blueprint". Migliaia di cittadini, riuniti sotto l'hashtag #buildtheresistance, si sono opposti alle rigide politiche migratorie e ai tentativi dell'amministrazione di smantellare l'USAID, l'agenzia responsabile degli aiuti internazionali. Le manifestazioni evidenziano una preoccupazione diffusa per i diritti civili e il ruolo degli Stati Uniti nella diplomazia globale, sottolineando le profonde divisioni all'interno della società americana.

 

In Serbia, le proteste studentesche hanno raggiunto livelli senza precedenti dagli ultimi 30 anni. Scatenate da un tragico incidente a Novi Sad, che ha causato 15 morti nel novembre 2024, le manifestazioni hanno espresso il crescente malcontento nei confronti della corruzione e della repressione governativa. Nonostante le dimissioni del primo ministro Miloš Vučević durante i disordini, il controllo politico rimane saldo nelle sue mani. Il movimento, pur godendo di un ampio sostegno pubblico, fatica a mantenere slancio senza una leadership chiara, riflettendo la complessità dell'attivismo politico dal basso.

 

Anche in Israele, la "più grande democrazia del Medio Oriente", sono scoppiate proteste contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo governo di coalizione nazionalista. La riforma giudiziaria proposta, che minaccia l'indipendenza della magistratura e indebolisce i meccanismi di controllo democratico, ha mobilitato migliaia di cittadini preoccupati per il futuro delle istituzioni democratiche del paese.

 

Un trend pericoloso si sta diffondendo tra i partiti nazionalisti al governo: la manipolazione della giustizia per rafforzare il potere esecutivo. In Italia, la vicenda della riforma della giustizia si trascina tra attacchi ideologici e battaglie contro mulini a vento, le cosiddette "toghe rosse". In Argentina, il governo di Javier Milei ha proposto l'abolizione del femminicidio come reato specifico, una misura percepita come un attacco ai diritti delle donne. Le dichiarazioni provocatorie del governo argentino hanno innescato proteste in tutto il paese, ritenute pura propaganda, scollegate da ogni dato reale. Già nel primo anno di governo, Milei aveva eliminato il Ministero delle Donne, del Genere e della Diversità, risparmiando 300 milioni di dollari l'anno sottraendoli ai diritti dei cittadini.

Argentina.gob.ar, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Argentina.gob.ar, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Nonostante la crescente deriva autoritaria e illiberale, la resistenza esiste. Le piazze gremite di manifestanti, dai giovani serbi ai cittadini tedeschi, dagli attivisti americani ai movimenti pro-democrazia in Georgia e Israele, dimostrano che la lotta per i diritti umani e la libertà non si è spenta. La storia insegna che una società unita nella difesa dei propri valori può contrastare anche le forze più oscure.

 

Oggi più che mai, i giovani sono in prima linea, mostrando un coraggio e una determinazione che ricordano le grandi lotte del passato per la democrazia e la giustizia. Ma questa battaglia non è solo loro: ogni cittadino preoccupato per il futuro della democrazia ha ancora tempo per agire. Attraverso la mobilitazione, la consapevolezza e la solidarietà internazionale, è possibile fermare l'avanzata delle ombre illiberali e riaffermare i principi fondamentali della democrazia. Il mondo è a un bivio: lasciarsi sopraffare o resistere creando un’alternativa che preservi e lotti per i diritti di tutti.

Becker1999, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Becker1999, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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