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La paternale di JD Vance sulla presunta deriva illiberale dell’Europa

Aggiornamento: 17 mar

Nel suo paternalistico speech, tenuto alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il vicepresidente Usa JD Vance si è detto preoccupato per la tenuta democratica dell’Europa: a suo avviso, con le sue istituzioni, le regole e le censure, starebbe scivolando in una deriva illiberale. Come accaduto per esempio in Romania con la sospensione delle elezioni da parte della Corte costituzionale rumena.

Ma il numero due della Casa Bianca si dimentica tuttavia che se almeno in Romania la sospensione è avvenuta con una sentenza, in maniera pacifica e all’intero di una dialettica parlamentare, quattro anni fa il suo presidente voleva sovvertire l’esito elettorale definitivo sobillando la folla contro Capitol Hill. Inoltre, se vuole accusare l’Europa di minare la libertà di coscienza e religiosa, menzionando il caso di un certo Adam Smith-Conner, arrestato e multato per “aver pregato tre minuti davanti a una clinica abortista in Inghilterra, senza disturbare nessuno”, JD Vance dovrebbe informarsi bene, perché quel tipo non si limitò a tre minuti di preghiera silenziosa, ma fece irruzione in una zona protetta della clinica dove una guardia gli parlò per più di 100 minuti cercando di convincerlo ad andarsene e solo dopo il suo insistente rifiuto, fu portato via e multato. E poi oltre a strumentalizzare il recente attentato a Monaco da parte di un richiedente asilo, per criticare le politiche migratorie europee, Vance dovrebbe almeno non tacere sulla strage di Örebro, in Svezia, dove l’attentatore non era uno straniero, ma le vittime sì. Per cui, se proprio vuole ritenere ingiusta la condanna da parte di un giudice svedese di un uomo che ha ripetutamente bruciato il Corano, dovrebbe anche chiedersi se simili azioni (o parole) d’odio, che egli vorrebbe non fossero limitate, non siano poi causa proprio della stessa violenza contro le minoranze e dirci cosa avrebbe fatto il nuovo ufficio della fede (cristiana) istituito dall’amministrazione Trump se a essere ripetutamente bruciate fosse state le Bibbie. Se infine bisogna difendere la libertà d’opinione e d’espressione, perché in Usa si cerca di impedire a molte persone di dirsi non-binarie, scandalizzandosi invece che in Europa si cerchi di impedire che nelle prossimità di cliniche abortive persone già in condizioni di grave prostrazione fisica e morale vengano importunate? Perché di questo si tratta, non di impedire alle persone di “pregare nelle loro case.”

 

Di quale democrazia sta parlando JD Vance? Di quella che non dovrebbe porre alcun limite a partiti di estrema destra nostalgici di un regime che ha conculcato le libertà, causato un genocidio e il secondo dei peggiori conflitti mondiali del Novecento? Quella che legittima l’aggressore Russo che invade i confini di una nazione, mentre considera nemici gli invasori migranti? Non credo che al vicepresidente stiano a cuore le democrazie, che fondano le costituzioni sul diritto e sulla difesa dello stesso. Il vero messaggio è un altro: queste forme di democrazia sono inutili, d’ora in poi deve prevalere la legge del più forte, delle potenze che contano, prive di regole e controlli, pronte a schiacciare chi non si allinea.


Come ha scritto Vittorio Darold su Domani: JD Vance “a Monaco ha tolto la maschera per smantellare la relazione speciale tra Washington e Bruxelles.” E chissà se non sia anche per questo che la portavoce del ministro degli esteri russo abbia sentito il bisogno solo dieci giorni dopo di attaccare pretestuosamente il Presidente di una della Repubbliche dell’Unione!

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