La grande piovra
- Ilenia D’Alessandro
- 27 mar
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Il 20 marzo, Donald Trump ha allungato il suo ennesimo tentacolo firmando un ordine esecutivo per smantellare il Dipartimento dell’Istruzione, quella fastidiosa istituzione federale che da decenni si occupava di mettere qualche freno alla polarizzazione politica nella formazione scolastica. Con la sua nuova alleata, Linda McMahon, Trump si propone di “restituire il controllo dell’istruzione agli Stati”. L’“emendamento”, che dovrà essere approvato dal Senato ma nel quale non troverà terreno fertile, potrebbe diventare effettivo a breve.

Se lo si osserva anche solo fugacemente, però, questo colpo di genio ha un altro grande obiettivo: plasmare le menti delle nuove generazioni a immagine e somiglianza sua e della sua malsana politica, senza fastidiosi interventi e nozioni sulla diversità, sull’inclusione e senza quelle noiose lezioni sulla schiavitù e il razzismo (sì, in alcuni stati a sud-est degli USA sono già stati banditi i testi, tra tanti altri, che raccontavano la tratta degli schiavi e delle schiave dall’Africa nei territori americani colonizzati). In fondo, cosa sono un po’ di fatti storici scomodi di fronte alla futura grandezza dell’America “che ritorna”?
I numeri, poi, parlano chiaro: metà del personale del Dipartimento è già stato licenziato e via con l’operazione di smantellamento totale che, grazie alla piovra Trump-Musk, non aspetta nemmeno l'approvazione del Congresso. Il sistema educativo statale diventa un’arena in cui le coscienze, ormai libere dalla zavorra federale, si adattano perfettamente alla narrazione di chi comanda. Perché, si sa, un popolo che non conosce la propria storia è molto più facile da manipolare e le generazioni future, o piuttosto il loro pensiero, non dovranno avere obiezioni al progetto di dominazione trumpiana in USA e nel mondo intero. Attenzione, dunque, ai movimenti scattanti dei loro tentacoli che ad ora si adoperano con dei movimenti facilmente intuibili ma inarrestabili, a partire dal controllo e dalla censura, senza possibili interferenze, sui programmi delle scuole.