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L’era social del Narcisismo e della Dipendenza affettiva

Aggiornamento: 17 mar

Viviamo in un’epoca in cui i termini “Narcisismo” e “Dipendenza affettiva” sono ormai nel lessico quotidiano di tutti. Aprendo i social infatti notiamo come non fanno che dilagare contenuti che trattino tali tematiche. Il problema è che si fa un abuso di questi termini in quanto molte persone non esperte di salute mentale producono contenuti del genere. C’è bisogno poi di fare una precisazione: per esperti di salute mentale intendiamo psicologi, psicoterapeuti e psichiatri. Sottolineo questo perché sui social si pensa spesso che anche coloro che si occupano di coaching e crescita personale si considerano esperti di salute mentale, ma non è assolutamente così: un corso con un attestato, mentre magari sei laureato in un qualsiasi altro campo, non ti rende un esperto della salute mentale né tantomeno ti autorizza a utilizzare termini diagnostici.

Echo and Narcissus by John William Waterhouse
Echo and Narcissus by John William Waterhouse

Il fenomeno che osserviamo sui social non fa che aumentare l’abuso di questi termini da parte di tutti e questo è molto rischioso, perché, come dicevo, si tratta di termini diagnostici. Infatti, il così tanto ormai conosciuto “Narcisismo” è un disturbo di personalità categorizzato all’interno del cluster B del DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

 

Per riportare un’esperienza personale, un pomeriggio mi sono trovata in un bar con un’amica e di fronte a noi c’erano delle ragazze che chiacchieravano. Improvvisamente una delle tre legge a voce alta alle sue amiche il titolo di un contenuto dal suo smartphone: “Come riconoscere un narcisista”. Sono rimasta, personalmente, senza parole. Ci troviamo in un’epoca in cui ormai tutto viene etichettato con termini utilizzati in modo improprio, ci troviamo in un’era dei social in cui tutti vengono definiti o “Narcisisti” o “Dipendenti affettivi”.

 

Per la “Dipendenza affettiva” vale lo stesso discorso, è un tipo di dipendenza che rientra nella categoria delle “New addiction”, ovvero quelle forme di dipendenza dove si diventa dipendenti da un comportamento, da una relazione, da una persona, da un gruppo etc. (guidapsicologi.it). E dunque, ribadisco che solo un esperto di salute mentale può occuparsi di tale tema.

 

Un altro punto importante da mettere in luce è che con questo continuo etichettare in modo del tutto infondato non si fa altro che alimentare anche un odio, innanzitutto, nei confronti del “Narcisista”, ma sicuramente anche un rifiuto nei confronti del “Dipendente affettivo”, perché i contenuti pubblicati vengono presentati come un’etichetta da attaccare a un barattolo e soprattutto tali persone sono viste come persone da evitare. Dunque così facendo non si fa che ridurre l’altro a un’etichetta dimenticando il suo essere umano, dimenticando il fatto che come essere umano può aver sofferto.

 

Diventa così un fenomeno di demonizzazione che non fa altro che allontanarci sempre di più dall’altro, cancellando così ogni possibilità di una dimensione empatica nei confronti dell’altro che potremmo essere anche noi stessi.

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