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Il vero volto del capitalismo

Aggiornamento: 17 mar

La vittoria elettorale e il ritorno allo Studio Ovale di Donald Trump, se può sconcertare per l’ampio consenso ottenuto (rispetto al numero dei votanti, però) da un personaggio dai progetti e metodi politici così discutibili, ci permette di vedere il vero volto, senza alcuna mediazione, del Capitalismo.

Finora, con le precedenti amministrazioni, comprese quelle più conservatrici di Reagan, Bush, padre e figlio, questo sistema si è mostrato con i filtri della rispettabilità, del political correct, dell’apparente rispetto della dialettica democratica. Nella sostanza, però, il processo di deregulation, di ritiro dello Stato dall’economia, è proseguito senza essere mai sostanzialmente contrastato anche dalle amministrazioni progressiste.

 

Questo volto rassicurante ha contribuito a mascherare quelli che sono i veri meccanismi di potere, legati all’affermarsi del grande capitale finanziario e tecnologico che controlla le telecomunicazioni, le nuove tecnologie informatiche e il sistema bancario. Il limite di questo modello risiede nella sua dipendenza dalla supremazia politica e militare degli Stati Uniti sul mondo intero, in un contesto in cui altre potenze stanno emergendo. Basti pensare ai BRICS e al loro potere attrattivo verso i molti paesi insoddisfatti del dominio politico ed economico statunitense e occidentale.

 

In questo scenario, non desta alcuna sorpresa il modo rozzo e aggressivo con cui Trump affronta ogni controversia e conflitto, che siano di natura economica o rivendicazioni territoriali. Tutto è ridotto a un comitato d’affari, dove pace o guerra, scambi commerciali e relazioni politiche, diventano mere transazioni sul mercato del miglior offerente. Dubito che questo approccio verso ogni problema di geopolitica possa funzionare, anche se dovesse avere successo la mediazione sul conflitto in Ucraina. Il mondo è troppo complesso e le dinamiche umane sono influenzate da molteplici variabili, non tutte strettamente legate a interessi economici, perché questo modello di contrattazione possa realmente funzionare su scala globale.

U.S. president Donald Trump signed Executive Order 14201, titled "Keeping Men Out of Women's Sports", on February 5, 2025.
U.S. president Donald Trump signed Executive Order 14201, titled "Keeping Men Out of Women's Sports", on February 5, 2025.

Ma c’è un altro fattore che mostra la brutalità di questa amministrazione e del potere economico che rappresenta. Si tratta dell’atteggiamento rispetto a temi legati ai diritti civili e all’ambiente, con un attacco alla cosiddetta teoria Gender e l’esplicito negazionismo sul riscaldamento climatico. Ciò che impressiona di più, non è tanto questa presa di posizione della nuova amministrazione americana, ma la rapidità con cui alcune grandi aziende multinazionali si sono adeguate al nuovo corso, addirittura anticipandolo.

 

Mi riferisco alle politiche di inclusione che sono state abbandonate. Già c’erano stati dei segnali significativi con il richiamo negli uffici dei dipendenti che lavoravano in smart working, senza che questa decisione fosse stata concordata con i diretti interessati. Questo dimostra che l’adesione a una scala di valori più centrata sulle persone e sul loro benessere fosse, probabilmente, una pura strategia di marketing, subito abbandonata appena si è visto che non dava i risultati economici sperati. Anche se la nuova amministrazione osteggia esplicitamente le politiche di inclusione, non c’è alcun obbligo, né legale, né morale, di aderire a questo nuovo indirizzo. Questa svolta da parte delle aziende in senso conservatore, ci fa comprendere quanto il loro precedente orientamento non fosse realmente sincero, ma piuttosto adottato per meri motivi opportunistici.

La vera novità, però, è un’altra. Fino a oggi, gli interessi del grande capitale si erano nascosti dietro gli schieramenti politici che si alternavano al potere, andando a sostenere economicamente candidati di entrambi i partiti. Ora, con Trump e Musk, siamo di fronte a un cambio di passo. I miliardari si occupano di politica in prima persona, senza mediazioni o filtri. In questo modo si mostra il vero volto, brutale, spietato e senza anima, del capitalismo neoliberista.

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