Il rituale del caffè in Palestina
- Silvano D’Alessandro
- 19 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 17 mar
In Palestina, come in tutto il mondo arabo, il caffè è indubbiamente la bevanda più amata. La cerimonia del caffè in Palestina rappresenta un autentico rito sociale e culturale di grande significato; simbolo di ospitalità e di rispetto.
Questa tradizione si caratterizza per la preparazione accurata e la ritualità del servizio del caffè, condiviso con familiari, amici e ospiti. È un elemento immateriale della cultura palestinese che rafforza i valori di rispetto e connessione sociale, sottolineando il ruolo fondamentale della tradizione e del dialogo nella vita quotidiana.

Preparazione
Il caffè arabo viene preparato utilizzando chicchi di caffè finemente macinati, spesso mescolati con cardamomo; ingrediente che aggiungerà al caffè una nota speziata. Viene bollito in una dallah, una tipica caffettiera araba, fino a ottenere una bevanda forte e aromatica. Il caffè risulterà amaro, poiché tradizionalmente non si aggiunge zucchero, anche se ogni famiglia apporta le proprie variazioni.

Ritualità del servizio
Una volta pronto, il caffè viene versato nelle finjan, delle piccole tazzine senza manico. Viene servito prima l’ospite, in segno di rispetto, in seguito gli altri presenti partendo da destra. Ogni ospite riceve una piccola quantità di caffè, poiché è comune versare più tazze per favorire un’atmosfera maggiormente conviviale. Una volta servito, il caffè va lasciato per qualche attimo nella tazzina, così da permettere la polvere di depositarsi sul fondo.
La cerimonia segue anche un linguaggio gestuale: scuotere la tazzina può indicare che l’ospite non desidera un’altra dose, mentre mantenere la tazza in mano può rappresentare una manifestazione di apprezzamento.

Significato culturale
Ogni famiglia tramanda i propri rituali, diversi nei gesti ma uguali nel significato. Eppure, tra le mani di chi versa il caffè arabo, rimane immutata la sua anima: un simbolo di rispetto, di ospitalità e di resistenza. In ogni tazza condivisa, c’è la memoria di una terra che non si arrende, il calore di un popolo che, nonostante tutto, continua a trasmettere accoglienza e dignità. Perché anche sotto un cielo che piange, il profumo del caffè racconta la ricchezza della Palestina.