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Encomio per Zelensky

Aggiornamento: 17 mar

Dopo l’incontro-scontro tra il presidente americano e il suo omologo ucraino - scontro che forse nemmeno gli attori principali avevano lungamente immaginato, basti solo pesare alle portate lasciate nei corridori dopo i convenevoli addii - le teste piatte che abbondano il globo terrestre hanno esultato o biasimato, con le dovute precauzioni, l’eclatante schiaffo “politico” subito dall’ormai ex testa d’ariete a stelle e strisce Zelensky. Ma è solo questo? Davvero la politica è solo «dicotomia amico-nemico» oppure, come credeva Platone, una forma di speranza? C’è chi, come il prode Medvedev, esulta per una vittoria di campo per conto del suo capo e chi, come il valvassino Salvini, esulta per l’affasciante carisma e per le idee lungimiranti del suo nuovo beniamino. Restando in Italia, «sempre più bordello che donna di provincia», il segretario di FI, mi rifiuto di citare per interno il nome suo e del suo partito, come sempre non pervenuto, dice tutto per non dire niente, il PD, con tutte le forze di minoranza ad eccezione dei cinque stelle, condanna l’atteggiamento assunto da Trump e decanta il prosieguo ad libitum del conflitto; mentre la premier, invece, invoca, ma non so sinceramente cosa significa, la coesione di tutte le “forze occidentali”, dimenticandosi, forse, che sussiste qualche “forza” anche in oriente. Alla faccia della pace fondata sulla giustizia!

 

Ma una cosa è passata inosservata ai più, l’atteggiamento e l’olimpica compostezza con il quale Zelensky rispondeva ai ringhi del presidente americano e del suo portascarpe in seconda. Per me, solo per chi scrive questo articolo, che non nutre alcuna simpatia per Zelensky, non manca però di evidenziare e rimarcare la calma, senza mai perdere le staffe, col quale ha tenuto testa con dignità assoluta ai fiumi mefitici di una sala unidimensionale. Un’intera sala che cercava di offenderlo, umiliarlo, intimidirlo e, per di più, strappargli un accordo vergognoso e unilaterale, il quale avrebbe comportato ugualmente una perdita di sovranità. Beh, ecco caro Cirielli, viceministro agli Esteri, i leader si comportano così, di umiltà dovrebbe goderne la tua ministra al turismo, felice d’apprendere che la spina dorsale non manca a tutti.

Gage Skidmore, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Gage Skidmore, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons


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