"Chiamami così", uno spunto di autodeterminazione
- Dario Codelupi
- 15 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 17 mar
Vera Gheno è una sociolinguista, traduttrice dall’Ungherese e divulgatrice italiana che studia il rapporto tra lingua, identità e accoglienza. Con un percorso accademico radicato nella comunicazione, una lunga collaborazione con l’Accademia della Crusca, della quale ha curato anche i profili social, e l’insegnamento presso l’università di Firenze, Gheno ha contribuito a diffondere consapevolezza sull’importanza delle parole nella costruzione del mondo sociale. Il suo lavoro si inserisce in un dibattito più ampio sull’uso non discriminatorio della lingua e sulle implicazioni socioculturali del linguaggio. È molto presente sui social e curatrice di vari podcast, tra cui Amare parole.

Chiamami Così: il linguaggio come strumento di accoglienza
Vera Gheno ha anche pubblicato numerosi saggi di divulgazione sociolinguistica, permettendo ad una larga utenza di potersi avvicinare a quell’universo di sapere, connettendolo con le problematiche calde di oggi come l’identità, l’autodeterminazione, il rapporto tra lingua, genere e sessismo, in generale sugli effetti che la lingua ha sulla società e come questa agisca sugli schemi cognitivi.
Nel suo libro Chiamami Così, Gheno affronta il tema della denominazione e del valore simbolico che essa assume nelle relazioni sociali. Il titolo stesso richiama un atto fondamentale della comunicazione: nominare le cose gli dona un’identità.
Il libro analizza il peso delle scelte linguistiche e il loro impatto sulle minoranze, mostrando come il rifiuto di riconoscere le forme di autoidentificazione sia spesso una forma di esclusione e di resistenza al cambiamento. L’autrice indaga anche quali siano le forme più pressanti di discriminazione: l’ageismo (l’essere troppo giovani o vecchi rispetto ad uno standard); sessismo; omofobia e transfobia; xenofobia; abilismo; professionalità.
Gheno propone un approccio inclusivo e consapevole all’uso della lingua, invitando a un dialogo che non si limiti alla mera correttezza linguistica, ma che tenga conto delle esigenze delle persone.
La sociolinguista è anche consapevole del fatto che i cambiamenti linguistici possono essere imposti dall’alto, ma provengono dall’uso e, soprattutto, che sono lenti e agiscono sull’abitudine e, a lungo andare, sugli schemi cognitivi.
Sociolinguistica, genere e inclusione: la prospettiva di Gheno
Uno degli aspetti più rilevanti del libro è la connessione tra lingua, genere e accoglienza. Preferisco non parlare di inclusione, perché, per quanto possa apparire con un significato positivo, rappresenta un rapporto di forza in cui chi include decide le norme per chi vuol essere incluso.
La sociolinguistica ha da tempo evidenziato come il sessismo linguistico rifletta le disuguaglianze di genere presenti nella società. L’italiano, come molte altre lingue, è caratterizzato da un sistema grammaticale di genere che spesso rende invisibili le identità non conformi al maschile e al binarismo maschile-femminile.
Chiamami Così si inserisce in questo dibattito affrontando il rapporto tra maggioranza non marcata, coloro la cui identità è implicitamente riconosciuta dalla lingua, come gli uomini cisgender, e minoranza marcata, persone non conformi alle categorie normalizzate.
L’autrice sottolinea come le scelte linguistiche possano essere strumenti di inclusione o di esclusione e come un uso più consapevole del linguaggio possa contribuire a rendere la società più equa. Il libro di Gheno invita dunque a una riflessione critica sulla responsabilità individuale e collettiva nell’uso della lingua, promuovendo un cambiamento culturale che parta dalle parole per arrivare ai comportamenti.

Cos’è la sociolinguistica e che rapporto ha con la sociologia delle lingue?
La sociolinguistica è la disciplina che studia la relazione tra lingua e società, analizzando come il linguaggio specie-specifico umani, ossia il linguaggio verbale (le lingue che parliamo) rifletta, rinforzi o modifichi dinamiche e comportamenti sociali, linguistici, culturali e politici. A differenza della sociologia delle lingue, che si occupa della distribuzione e dell’uso delle lingue nei diversi contesti sociali e politici, la sociolinguistica si concentra sulle variazioni linguistiche legate a fattori come classe sociale, genere, età e contesto comunicativo.
Conclusioni
Con Chiamami Così, Vera Gheno conferma il suo impegno nella divulgazione sociolinguistica e nella promozione di un uso della lingua attento alle identità e alle sensibilità di tutti. Il suo lavoro dimostra come le parole non siano mai neutre, ma strumenti potenti in grado di modellare la realtà sociale. Adottare un linguaggio inclusivo non significa solo rispettare le persone, ma contribuire attivamente alla costruzione di una società più giusta e accogliente.