A Londoner’s Retort - Il rimbecco di un londinese
- Rhys Stanton
- 27 feb
- Tempo di lettura: 7 min
I Britanni-Romani erano riluttanti a lasciare che i Romani abbandonassero la loro isola nel 410. Dopo secoli di sviluppo, la “Britannia” fu lentamente invasa da un insieme eterogeneo di tribù, gli Anglo-Sassoni. Secondo gli italiani, è questo il momento a partire dal quale tutto sarebbe andato storto su quest’isola: la fine della lingua romanza, della cultura civilizzata, dell'igiene e, soprattutto, dell’amore per il vino. A parte l'invasione normanna del 1066, gli italiani e gli inglesi si sarebbero allontanati culturalmente gli uni dagli altri, il che significherebbe che facciamo fatica a capirci nelle nostre sfaccettature. In realtà, io credo che siamo molto simili. Quello che sto cercando di dire è che gli italiani e gli inglesi hanno in comune molto più di quanto si possa pensare. Ho avuto la fortuna di vivere con un'italiana negli ultimi 6 anni e queste sono le mie conclusioni.

Innanzitutto, è chiaro che gli italiani pensano di saperne sempre di più degli altri e questo è particolarmente vero nelle questioni domestiche. Loro sono i re e le regine della casa (io, ad esempio, ho imparato molto velocemente che anche il semplice atto di pulire un tavolo può essere fatto in modo sbagliato) e, tra l’altro, non hanno nemmeno il buonsenso di non dirtelo. Tuttavia, ci sono aspetti positivi, per esempio, i regali: infatti, una donna italiana è veramente felice di ricevere l'ultimo vaporetto (quello con tutti i gadget), per pulire il pavimento e i vetri ed eliminare tutti i germi (e non lo dico in senso misogino, visto che la mia ragazza si aspetta che io usi lo stesso dispositivo con altrettanto entusiasmo).
Ma non è tutto, gli italiani fanno i saputelli anche nel campo della moda. Ci sono quattro capitali della moda nel mondo: Parigi, Milano, New York e Londra. Tuttavia, per l'italiano medio, ce n'è solo una: Milano. Forse Parigi, se proprio insisti. Un italiano ti fa notare, senza alcun ritegno, quando la tua camicia non è stirata alla perfezione, quando le tue scarpe non sono lucide e quando indossi i calzini con i sandali.

Siamo stati molto fortunati ad essere invitati a un matrimonio italiano qualche anno fa e il terrore sul volto della mia ragazza, quando si parlava di come vestirci, era palpabile. Non temete, ho imparato molto in questi 6 anni e ho scelto la linea "Italian fashion" nel mio negozio di fiducia. Il risultato è stato ottimo: prova matrimonio italiano brillantemente superata! (Anche se sono tornato con 2 chili in più, ma questa è un'altra storia).
L'altra enorme differenza risiede nelle “buone maniere”, infatti, gli italiani non hanno ancora imparato il concetto di "Stiff Upper Lip". Il dizionario Oxford lo definisce come stoicismo senza lamentele, che in parole povere significa rimanere composti e non lamentarsi quando le cose vanno male. Una roba tipica inglese, basti pensare alla nostra cara Regina Elisabetta e al resto della sua famiglia. L'esempio perfetto è stata una recente disputa tra la mia ragazza e la nostra dog-sitter. L'inglese in me avrebbe sorriso, si sarebbe scusato e avrebbe cercato una via di uscita veloce, ma l'italiana in lei ha preso una strada alternativa, più distruttiva. È qualcosa che ho imparato a rispettare, dire le cose chiaramente, quindi, forse, su questo, noi inglesi possiamo prendere esempio da voi.
Qualcosa di simile accade anche quando si incontrano delle persone per strada. Per noi inglesi, l'interazione umana spontanea è l'esperienza più terrificante che ci possa capitare. Ho 3 regole su come affrontare queste situazioni:
Sorridere: gli inglesi sono educati e dobbiamo sempre mantenere le aspettative.
Dire una frase non impegnativa come: You alright? (Tutto bene?) NB: questo non significa assolutamente nulla nella lingua inglese, la risposta è un delicato cenno del capo mentre si continua a camminare.
Disimpegnarsi, andarsene velocemente, non fermarsi per nessuna ragione.
Tutto il contrario di come si fa in Italia, non potremmo essere più diversi. Infatti, le chiacchiere sono il punto di forza di voi italici! Prima che tu te ne accorga, sei stato invitato a mangiare gli gnocchi dalla mamma dei vicini il sabato successivo e hai ascoltato tutti i dettagli su come, recentemente, il sistema sanitario abbia completamente deluso la prozia.
Per quanto mi riguarda, la mia più grande lamentela è come gli italiani non abbiano ancora imparato a fare una tazza di tè. Noi inglesi riceviamo molte critiche relativamente alle nostre abitudini sul caffè, benché abbiamo fatto molta strada: a Londra, i bar ormai preparano ottimi cappuccini cremosi, con pasticcini vegani a supporto. Tuttavia, non posso dire lo stesso per quanto riguarda la mia ragazza quando prepara il tè. Dopo 6 anni, continua ad uscire più pallido di me! Gli inglesi sono andati in guerra per il tè, quindi i giorni del tè italiano sono davvero contati.
In conclusione, gli inglesi e gli italiani hanno i loro punti di forza e i loro limiti, ed è proprio questo che ci unisce di tanto in tanto. Anche noi inglesi abbiamo una convinzione apparente di superiorità, forse anche plasmata dalla geografia e dalla storia. I completi in tweed inglesi sono probabilmente altrettanto iconici di un abito italiano. Gli italiani passeggiano indossando Dr Marten. Un'Aston Martin dimostra perfettamente il fascino e la bellezza che si possono vedere in una Ferrari. Tuttavia, un Beef Wellington sarà sempre, temo, secondo alle lasagne. Però provatelo se vi capita.
Versione originale
A Londoner’s Retort
The Romano-Britons were reluctant to let the Romans leave their island in 410. After centuries of development Britannia, as the Romans called it, was slowly invaded by the Saxons, a non-homogeneous set of tribes that came to be known as the Anglo-Saxons. To the Italians, this is where everything went wrong with this island.
Out went the romantic language, civilised culture, hygiene, and more importantly the love of wine. Barring the Norman invasion of 1066, Italians and the English drifted culturally from each other, meaning that we struggle to understand our quirky differences, however, at the core, I feel we are very similar.
What I am trying to say is that the Italians and English have far more in common than you guys think. I have had the fortunate experience of living with an Italian over the last 6 years and these are my findings.
The Italians think that they know best. This is especially the case in domestic matters. The Italians are the kings and queens of the household. I learned very quickly that the mere wiping of a table can be done incorrectly. Italians also lack the politeness not to tell you this. Although, there’s positives that can be slowly realised. Presents. An Italian woman would be genuinely happy with a new state of the art steamer for the floor (the one with all the removable parts). I don’t mean this in a mysogynist way, as my girlfriend fully expects me to wield such steamer in an equal manner.
Italians also think they know best about fashion. There are 4 fashion capitals of the world: Paris, Milan, New York and London. However, to your average Italian there’s only one: Milan. Maybe Paris at a push. An Italian will remind you when your shirt hasn’t been ironed to perfection, when your shoes are not polished and when you have odd socks on.
We were very fortunate to be invited to an Italian wedding a few years ago and the genuine fear on my girlfriend’s face when discussing clothing was palpable. Fear not, I have learned a lot in my 6 years, and opted for the ‘Italian’ range at the local department store. Italian wedding successfully navigated, even if I did come back 2 kilos heavier.
Italians are yet to learn the concept of the Stiff Upper Lip. The Oxford Dictionary defines this as uncomplaining stoicism, which to put plainly, means staying composed and not complaining when things are going wrong, just like Queen Elizabeth and the rest of her family. Exhibit A was a recent dispute between my girlfriend and our dog walker. The Brit in me would have smiled, apologised and sought a quick exit, but the Italian in her took an alternative, more destructive, path. It is something I have come to respect, saying things clearly, so perhaps we can take a leaf out of your book.
Moreover, this also transfers over into bumping into people on the street. To the British this is the most awkward experience we can go through. I have a 3 step rule to how I navigate such occasions. 1. Smile: the British are polite and we must always keep up expectations. 2. Say a non committal phrase such as: you alright? It means absolutely nothing in the English language. 3. Disengage. Get out of there. However, the Italians flourish in such scenarios. Before you know it you’ve been invited for Gnocchi the next Saturday, and you’ve learned how the healthcare system has completely failed their Great Aunt.
My biggest gripe is how the Italians are yet to master the making of a cup of tea. We get a lot of stick for our coffee habits. We have come a long way in London, independent coffee houses are conjuring up creamy flat whites, with Vegan pastries in support. However, I can’t say the same about Italian tea making. After 6 years the tea still comes out paler than me. The Brits went to war over tea, so her days are truly numbered.
In conclusion, the Brits and Italians have their strengths and limitations, which is what brings us together from time to time. We English also have an apparent belief of superiority, perhaps also shaped by Geography and History. English tweed suits are arguably just as iconic as an Italian suit. Italians stroll around in their Dr Marten boots. An Aston Martin perfectly demonstrates the flair and beauty that can be seen in a Ferrari. However, a Beef Wellington will always, I’m afraid to say, be second best to lasagne. However, do try it if you can.